Giuseppe Casa

Giuseppe Casa, classe 1976 di Licata, Agrigento. Musicista polistrumentista e, sin da giovanissimo, organizzatore di eventi, dopo essersi trasferito a Roma, nel 2000 fonda la Procult, l’associazione che dal 2001 organizza il MArteLive.

“L’idea da cui siamo partiti era quella di fondere le forme artistiche in un unico evento. Condivisione, partecipazione e un pizzico di follia, tutto nello stesso luogo e nello stesso momento allo scopo di creare qualcosa di completamente nuovo e mai visto. Ogni sezione artistica è legata a un concorso realizzato in collaborazione con circa cento partner che assegnano, ogni anno, oltre centocinquanta premi di visibilità e produzione. I vincitori hanno così una reale possibilità di emergere nel panorama artistico italiano”. In pochi anni, il MArteLive si è affermato sul panorama artistico italiano con 350.000 presenze e circa 50.000 artisti coinvolti in tutte le edizioni. Per mantenere viva e costante l’attenzione sul Festival, durante tutto l’anno vengono organizzate numerose iniziative ed eventi paralleli. “Durante l’inverno ci occupiamo di organizzare e coordinare le preselezioni nei vari locali del nostro network, poi c’è il tour estivo, la webzine, l’agenzia di booking per gli artisti e l’etichetta discograficaMArteLabel. Siamo attivi anche nell’ambito della formazione, organizziamo corsi nell’ambito della produzione artistica e prossimamente daremo vita a una webtv e ad una web radio”. Musica, pittura, teatro, danza, poesia, scultura, arte circense e foto live sono solo alcune delle sezioni presenti all’interno della manifestazione. Il movimento generato ogni anno dal MArteLive System, dà vita a oltre 200 eventi di varia natura con un coinvolgimento di oltre 50 comuni. “Nei piccoli centri e nelle periferie, con un minimo sforzo si possono mettere in moto veri e proprio circoli virtuosi alimentati dall’entusiasmo e dalla voglia di fare qualcosa di nuovo. Da nord a sud l’impulso è uguale. Per la creatività c’è bisogno di spazi e di idee. Per questo motivo immagino Roma come un centro nevralgico e in continua relazione con la provincia. Immagino una città veramente europea capace di stravolgere il significato degli spazi già presenti. Roma è una città unica al mondo per il suo patrimonio artistico e culturale, con potenzialità di gran lunga superiori a quelle di qualunque città europea e non solo. È qui che risiede il virus della creatività. È ancora in incubazione… basta alzare la temperatura e il risultato potrebbe essere impressionante!”.